I’m in the mood for love.

Un mese. Lo dico solo per scandire il tempo.
Non perché ne senta il peso, neanche ci penso. Ne ho scritto poco pur di non crogiolarmi nella mia mancanza leggendo di quegli attimi.
Adesso esiste come sogno, qualcosa di lontano e irripetibile, una bolla di cui vedi solo il riflesso, da lontano, quando si leva alta nel cielo. Non ha niente meno del resto, non vale meno di nessun altro ricordo, ma è lasciata lì perché non esploda in pianti.
Non ho paura di dimenticarlo, perché sogno qual è, la notte mi fa rivivire i sorrisi di quei giorni di luglio.
Così capita che riesca a rivedere la scena in cui seduti vicini, il freddo insolito nei capelli, lui mi dice “I’m in the mood for dancing, tonight”. Poi mi chiede: “Do you wanna dance with me?”.
E mentre balliamo ho i suoi occhi di cielo, addosso, mentre piove dappertutto tranne che nel nostro letto. Ho sempre e ancora e per sempre l’immagine in cui l’alba ha cominciato a far luce sulla nostra nuda pelle, ad entrare lentamente nella nostra reciproca felicità, e quando placato il ballo abbiamo aperto la finestra per ascoltare il dolce scorrere della pioggia sui nostri petti. E ancora il ticchettìo delle sue dita di pioggia sulla mia schiena, il sogno ancora me lo riporta!
Un mese esatto.
Sogno di dover partire, là ritornare, ma l’ora non s’avvicina mai.
Nel momento in cui scattano le 23, ora di partenza, l’orologio torna indietro alle 22, così io mi siedo ad aspettare, a continuare a fare le valigie, e poi le 23, e di nuovo le 22. Senza mai partire. Sospiro e mi sveglio più volte, ma sempre torno a dormire, sperando ogni volta di prendere quel volo, almeno per sapermi felice in quella bolla di sogno il cui riflesso non ho più avuto il coraggio di guardare.
Tu non puoi capire, amore mio carissimo, quanto mi renda felice sapere che
a Berlino
continui a piovere
da un mese.

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Pubblicato da

claudiarabij

Vagheggio su temi letterari, significati reconditi, spezzo e analizzo, mi emoziono, scrivo.

6 pensieri su “I’m in the mood for love.”

  1. E’ Berlino. Non c’è niente da fare. Se non tornarci, sempre, ogni volta che se ne ripresenti l’occasione. E crearsela l’occasione.

  2. Berlino, un fascino oltre se stesso… l’ho vista circa 5 anni fa, allora con una compagnia bellissima, che oggi identifico come quella sbagliata, assolutametne errata. Ma che bella Berlino. Con tutti i suoi come e quando…
    Cla

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