Toglietemi il Doctor Faustus dal comodino, tanto nemmeno lo leggo.

Non so cosa vi abbiano raccontato a scuola, tutti questi anni, cosa abbiate imparato da tanti film e telefilm che vi hanno propinato cinema e tv, cosa abbiate creduto vi stesse dicendo un determinato scrittore: vi hanno preso in giro. Non so se sia stata distrazione, la vostra, o se l’abbiano fatto volutamente, si dovrebbe prendere caso per caso, non è poi così facile elargire sentenze senza imputati. Sarete perplessi, a questo punto, vi capisco, anch’io quando ho cominciato a capire -e non senza aiuti- mi chiedevo cosa fosse quella lieve e opaca intuizione, quella voce sfuggente sentita per caso durante un atto cerebrale estremamente complicato, se fosse o meno una mia fantasia, se non avessi in realtà sentito niente e tutto proveniva dal sottofondo ultrasonico di qualche canzone apparentemente innocente; quante volte ho abbassato il volume credendo fosse un colpo di telefono, o mi sono diretta in cucina chiedendo se fosse stato pronunciato il mio nome, o persino aiuto! No, non abbiate paura, se non ci siete già arrivati ammetto che potrebbe essere difficile venirlo a sapere in questo modo, ma so di sicuro che tutti voi l’abbiate pensato, una volta o l’altra, solo che non ve lo ricordate. Poi è difficile dire sia così, dopo un’attenta educazione sentimentale, ricca di valori cristiani e civili. Persino gli americani ci hanno giocato sopra macinando e tritando chili e chili di film sul baseball, storie d’artisti, storie d’amore divise da treni e orari ferroviari che immancabilmente vengono superati. Anch’io stentavo a crederci, poi un giorno qualcuno me l’ha detto. Ad alta voce, davanti una classe intera, e mi guardava anche negli occhi, tanto che ho creduto davvero ce l’avesse con me; non smetteva di fissarmi e rivelarmi quest’assurda verità, ma forse il suo sguardo era dovuto esclusivamente alla mia crescente apprensione, che, guai a me! mi stava divorando. La voglia di sapere tentava a più andate di fracassarmi le ossa ed esplodere in un boato, una domanda, o semplicemente per lasciarmi a bocca aperta. Lo so, io lo so, che guardavo il professore in un modo diverso, come quando si aspetta il risultato di un’analisi, o il messaggio segreto di un amante: non importa quale sia il contenuto, ma è importante sapere.
La verità, e adesso vi deluderà, non tanto per cosa è, ma per avervi dato così tante aspettative, è che la passione è da evitare. Non porta a niente, i successi dell’individuo non sono ascrivibili al grado di passione che ha raggiunto, non importa quanto ami una cosa, non ti serve a niente amarla tanto. Bisogna essere distaccati, bisogna essere freddi e non avere legami che non siano quelli di studio e analisi e osservazione degli eventi. Mai approcciarsi a una materia col cuore che ribolle sangue, con la furia di entrarvi dentro e perdersi, non porta a niente la passione! Dona solo una vacua e temporanea consolazione, un dolce e inesistente conforto all’inutile perdita di tempo che la circonda.
“Il vero innovatore non può essere colui che è totalmente all’interno della materia che studia, l’appassionato tende ad essere un ripetitore, non un innovatore, adora la materia, non ne ipotizza la trasformazione; il distacco, invece, permette di modificarla, di osservare il limite e quindi superarlo” mi ha detto.
Adesso vi sembrerà la scoperta dell’acqua calda, ma provate a pensarla così, e vedrete com’è difficile studiare e non farsi travolgere. E come si spiega, poi, che il termine stesso di ‘studium’ come primi significati abbia ‘passione’, allora? Dovrei forse confutare la tesi con una così semplice e pusillanime giustificazione? Come glielo vai a spiegare al professore, come si fa a dirglielo che non è possibile, che io ci provo da quando me l’ha detto, tento in tutti i modi, ma non mi è possibile? Come si fa, come faccio a sperare di poter produrre qualcosa se la passione che ho dentro mi impedisce di accedere al mondo con un occhio più freddo? Chi ci crede! Chi ci crede alla modernità, al lasciarsi indifferenti, alla finitezza. Voi ci credete? Io no, non ci riesco a non entusiasmarmi, a non prendere la febbre, la sera, dopo una giornata piena zeppa di letture, di visioni, di passioni. Come si fa, bisognerebbe essere dei mostri!
E così mi ha trascinata in immotivati e quantomeno infiniti ragionamenti, questa verità improvvisamente svelata, facendomi credere che lì stia il mio limite, che non ho altri difetti che l’essere passionale, oltre alla patologia della sensibilità sulla quale non c’è bisogno di dire niente. La mia mancata realizzazione, i miei mancati racconti, il mio mancato successo!, ma anche le mie mancate relazioni amorose non sono che effetti di questa mia incontrollata e temibile passione. Come se tutto il resto, la mia eterna scelta di non scegliere, il mio disinteressamento alla vita sociale, la mia incostanza in qualsiasi attività e umore, il mio divagare in pensieri inconcludenti non fossero nulla.
E chissà che non sia davvero così.

Annunci

Pubblicato da

claudiarabij

Vagheggio su temi letterari, significati reconditi, spezzo e analizzo, mi emoziono, scrivo.

3 pensieri su “Toglietemi il Doctor Faustus dal comodino, tanto nemmeno lo leggo.”

  1. Lo so che è stupido. So cosa mi si potrebbe dire contro, lo so! Ma nella mia testa il ragionamento aveva tutt’altre sembianze, era troppo veloce, non riuscivo a tenerlo fermo e farlo respirare. So che è fallace, ma in origine non era così. E non perché uno crede che, appena fatte, le intuizioni siano tutte grandi e potenti, ma ci sono cose che non rendono. mi dispiace, la prossima volta farò di meglio.

  2. L’ho trovato davvero brillante, invece.
    Non sarei riuscita a mettere in fila “pippe” (come da tag) in un modo più coinvolgente di questo (ed è un’altra storia quella delle mie scarse capacità in materia).

    1. grazie, ma questa mia bravura nel raccontare pippe è tutto merito della mia libreria piena di libri-pippe e della mia instancabile persistenza nel farmi le pippe (detta così è pessima, lo ammetto), scambiandole per ragionamenti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...