Uno dei tanti commenti circa Sanremo.

Non so se abbiate seguito o meno il festival di Sanremo. Io, come tutti gli anni, l’ho fatto distrattamente, nelle pause tra un film e l’altro, o lasciando praticamente sempre muto su certe canzoni/ospiti non graditi. Non l’ho fatto, insomma, in modo costante e non posso dare giudizi per intero, pero’ c’è una cosa che mi sento in diritto di dire, tralasciando la modella ceca deficiente, le bellissime esibizioni con gli ospiti internazionali (Patti Smith e i Marlene Kuntz primi tra tutti) e i vincitori palesi e immeritati: il fenomeno Celentano, che io non ho mai capito, davvero, in tutti questi anni. Non lo capivo quando faceva i vari Politik, non l’ho capito quando era superospite ad Annozero e non lo capisco neanche adesso. Ma tutta quest’importanza, dico io, chi gliel’ha mai data? Certo, è un dinosauro della nostra cultura, e forse io sono troppo giovane per poterne capire il peso, ma anche se l’avesse, non riesco a collocarlo in questo momento storico. Quando chiedo, agli adulti, perché le sue parole siano così importanti, nessuno dice niente, mi fanno ‘zitt zitt! vediamo che dice stasera’. Ed è proprio vero che il Festival ha avuto successo grazie a lui, da me si chiedevano quand’è che sarebbe di nuovo stato ospite, cosa avrebbe mai detto, aspettavano con ansia le sue parole da profeta. Ma voi l’avete mai sentito? Non dice niente, niente! Ho ascoltato i suoi interventi, e anche i servizi al TG per concludere col commento di Travaglio, che, come me, si definisce ‘divertito per lo scandalo che produce Celentano quando parla’, perché non dice niente! ‘Ha ragione, ha ragione’, dicono gli italiani. Ma ha ragione di cosa?! Ma che sono tutti questi ‘allucchi’, tutte queste ‘dissociazioni’, questi dibattiti, l’Italia divisa in due, che sono? Quali parole hanno scatenato queste reazioni? Come si fa a dare, in massa, così tanto peso a due discorsi praticamente UGUALI, osannarlo la prima volta e fischiarlo la seconda?
Onestamente, non ne capisco il senso. Non capisco neanche quello che dice, in verità, è talmente criptico che sfido chiunque: parla di complotti, di imbrogli, parla di disonestà e attacca giornali cattolici perché parlano di politica. Poi si ribella e dice che siamo poveri, canta una canzone ‘rock’ che non ha scritto lui, con nessun ritmo e poi ricomincia a vaneggiare. Il giorno dopo lo scompiglio.
Forse è lui che si da tutta questa importanza, forse è lui che crede che i suoi pensieri politici/esistenziali siano di grande rilevanza intellettuale, che dice cose alte.
Forse che gli italiani vorrebbero fare così? Straparlare, dare responsabilità qualsiasi all’alto e solo all’alto, rimuginare sui torti subiti, lamentarsi di tutte le volte che l’hanno preso dietro e finendo il tutto cantando la propria indignazione?
Non lo so, non capisco.

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Pubblicato da

claudiarabij

Vagheggio su temi letterari, significati reconditi, spezzo e analizzo, mi emoziono, scrivo.

4 pensieri su “Uno dei tanti commenti circa Sanremo.”

  1. Però mettere Celentano come Tag in un post, significa avere un sacco di lettori. Brava Clà!

    E comunque io non so nemmeno che ha detto Adriano. Cioè a me piaceva più quando cantava 24.000 baci.

  2. guarda quest’uomo è di un qualunquismo esagerato,e va a fare demagogia in televisione facendo leva sul fatto che gli italiani generalmente ne capiscano davvero poco e niente.
    e parla ancora di chiesa e di chiudere l’avvenire o famiglia cristiana,quando oramai la chiesa e la religione credo siano il male minore.
    a proposito,i testi delle canzoni glieli scrive navarro valls?
    un’ultima cosa

    una testa così grande chissà quanti monologhi conterrà..dio ce ne liberi!

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