Limite invalicabile.

‘Limite’ è la parola di questi giorni. ‘Questi giorni’ comprende un periodo indefinibile che va da una settimana a tutta la vita, a scelta, di sicuro non di bassa entità o ampiezza. Per la verità in un giorno tra ieri l’altroieri e quello prima ancora si è imposta questa parola come una colonna insormontabile davanti il mio cammino. Ed io me ne sono fatta beffe.
Così è successo che i carabinieri della traversa dei carabinieri si sono presi un cane. E’ oggettivamente brutta e scorretta l’espressione ‘si sono presi + c.ogg’ ma io me ne faccio beffe (vd. sopra). Un cucciolo di cane tutto nero, con le orecchie penzoloni, e quando ci passo davanti, quello mette la testa sul muretto, tra le due zampette e mi guarda con due occhioni tenerissimi, così mi faccio coraggio e attraverso il famoso ‘limite invalicabile’ della proprietà dei carabinieri: c’è un enorme cartello che mi ha sempre tenuta alla larga da quel posto, mi è sempre venuto naturale lasciare un raggio di parecchi metri tra me e loro. Poi la solitudine di quel limite li ha spinti a comprarsi un cane e adesso nessuno si fa specie, tutti attraversano quel cancelletto, sopratutto i bambini.
Gli altri limiti invalicabili che ho tuttavia valicato nel corso di quella famosa giornata non li ricordo del tutto e altri non li ricordo affatto: uno aveva di sicuro a che fare con l’allarme di un negozio di griffe che ha cominciato a suonare non appena ho fatto capolino con la testa: evidentemente suona non appena un plebeo sogna sulla sua soglia; un altro ancora aveva a che fare con dei pesi che non riuscivo a sollevare, e il mio istruttore ha usato la parola ‘limite’; mia madre, ancora, mi ha detto qualcosa, e così sicuramente mio fratello e tutti quelli che ho incontrato quel giorno altrimenti non l’avrei mai ricordato come il giorno del ‘limite valicato’.
Una mia , per esempio, mi ha detto: ‘Claudia, non farlo, fermati qui! C’è un limite: tu lo stai oltrepassando.’
Ma probabilmente è una parola che si usa spesso, di linguaggio quotidiano e io ho cominciato a notarla soltanto perché ho oltrepassato il limite invalicabile del terreno dei carabinieri, nota azione trasgressiva e ribelle. Domani oltrepasserò altri limiti, ci saranno altri cartelli che verranno ignorati, sarò messa in guardia da altri circa le mie azioni, ed io cercherò di avere un equilibrio o, quantomeno, di preservare la mia salute fisica e psichica.
Per esempio. Ma può anche darsi che mi fisserò con un’altra parola, tipo ‘albicocca’ o ‘passione’ e tutti mi sembreranno dei fan della frutta e/o delle furie a letto.
Ma che vado a pensare.

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Pubblicato da

claudiarabij

Vagheggio su temi letterari, significati reconditi, spezzo e analizzo, mi emoziono, scrivo.

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