La brutta abitudine di credere a quello che mi succede quando ho gli occhi chiusi.

Ho un amico che non vedo da un bel po’. L’ultima volta che ci siamo stretti forti era il 31 gennaio 2013. Mi manca. Mi scompigliò i capelli e l’ho visto che tratteneva le lacrime. Io ero un fiume in piena, ma su questo non c’erano dubbi, sto sempre a piangere.

Non ho mai capito il motivo per cui ha scelto di non sentirci più. O forse l’ho capito ma vorrei fargli cambiare idea. Dirgli che di nostalgia si può guarire.
Gli dissi: non è possibile, sei sparito per sempre? Vieni a Roma e non mi chiami?
E lui mi rispose che non poteva rispondermi, era ubriaco ma io ero ancora la sua sorellina.

Poi niente, e l’estate è passata da un pezzo.

E non so com’è, ma stanotte poi l’ho sognato. Avevo sentito che era venuto a Napoli, e comincio a cercarlo. Entro in una residenza universitaria, completamente bianca, le porte, il corridoio, il soffitto, ogni cosa era bianca da far male agli occhi.

Entro in una camera vuota ma so che è la sua, e infatti dopo un po’ entra, mi guarda e poi posa lo sguardo per terra, come se non mi avesse vista. Comincia a fare le sue cose, legge, sottolinea, scrive. Ha i capelli bianchi, lo sguardo stanco, la barbetta.

Non mi parli più?

Continua a scrivere e a far finta di non vedermi.

Sei nel posto delle cose dimenticate? Sei caduto nell’abisso anche tu?

Mi guarda, mi risponde qualcosa, ma la sua voce rimbomba e non riesco a distinguere le parole.
Forse sono io ad esserci caduta. C’è una foto, vorrei tanto rivederla, se solo potessi riaverla, in cui tu mi dai un bacio sulla fronte e io chiudo gli occhi, mi sapevi di casa. Ce l’hanno scattata nel momento giusto, l’ho vista in quel momento e poi non l’ho vista più.

Perché non mi dici più come stai, come ti vanno le cose, con chi stai, tuo padre lo fa ancora il prosciutto? Guarda, lo mangerei solo per farti contento, solo per te e per tuo padre. Vi immagino che passate il Natale in casa con fuori la neve, ti ricordi quando vidi per la prima volta in tutta la mia vita la neve? Fosti tu a dirmi di stare attenta a guardare fuori dalla finestra, in un messaggio, ho perso anche quello, mi dicesti: potresti morire di meteotrauma. E poco ci mancava, infatti.
Volevo dirti che sei nella neve e nelle cose belle che ricordo di quei cinque mesi lontana da casa. Ti vorrò sempre bene.

Allora ho detto al mio amico del sogno tutto bianco, le rayon, les portes, ta chambre, tes cheveux, ta barbe, tout. Mi sono fermata a questo, non gli ho fatto la sviolinata. Lui mi ha risposto che sono la solita pazza. E al mio: come stai?, mi fa:

te lo dirò.

Annunci

Pubblicato da

claudiarabij

Vagheggio su temi letterari, significati reconditi, spezzo e analizzo, mi emoziono, scrivo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...